mercoledì 15 ottobre 2008

Il Castagnaccio

Il castagnaccio sta per tornare in tavola con i primi freddi ma soprattutto con la stagione delle castagne. In certi posti lo chiamano anche baldino o pattona, ma non conosco le ragioni.
Ogni regione propone una versione, oltre che in Toscana è conosciuto anche in Veneto in Lombardia e in Piemonte. La preparazione è semplice:

Per prima cosa fate preriscaldare il forno a 200° circa mezz'ora prima di infornare il vostro castagnaccio.
Procedete poi setacciando la farina per rimuovere eventuali grumi e mettete a mollo l’uvetta in acqua tiepida per farla riprendere.
Mettete quindi la farina in una ciotola abbastanza grande e, dopo aver aggiunto un pizzico di sale e due cucchiai d’olio, versate poco per volta l’acqua mescolando il tutto con una frusta fino ad ottenere una pastella ben amalgamata e consistente.
A questo punto, asciugate l’uvetta per bene e aggiungetela all’impasto.
Rivestite con la carta forno una teglia abbastanza grande affinchè l’impasto, disteso al suo interno, non raggiunga il centimetro di altezza e ungete la carta con due cucchiai d’olio.
Versate l’impasto nella teglia e cospargetelo con i pinoli, gli aghi di rosmarino e versateci sopra altri due cucchiai di olio.
Infornate quindi il vostro castagnaccio per 30 minuti a 200° fino a che si sarà formata una bella crosticina tutta crepata e i pinoli abbiano preso un bel colore dorato.

■ Consiglio

Il castagnaccio, secondo l’antica ricetta Toscana, andrebbefatto cuocere in una teglia bassa possibilmente di rame stagnato.
Attenzione anche alla farina che, sempre secondo l’antica ricetta Toscana, dovrebbe essere la cosiddetta “farina dolce” che si trova in commercio solo da fine novembre.

■ Curiosità

Una romantica leggenda narra che le foglioline di rosmarin outilizzate per profumare il castagnaccio, costituissero un potente elisir d’amore e che il giovane che avesse mangiato il dolce offertogli da una ragazza, si sarebbe subito innamorato di lei e l’avrebbe chiesta in sposa.

Il castagnaccio nasce inizialmente, come la maggior parte delle ricette tradizionali, come pietanza per i poveri contadini ottenuta appunto dalla castagna, molto diffusa nelle campagne.

Segnalo volentieri anche la variante frittelline di farina di castagne da mangiare calde con la ricotta!

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